Scrittura web: quando giornalista non fa rima con blogger | Jacopococcia.com
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Scrittura web: quando giornalista non fa rima con blogger

 

La scrittura web, non mi stancherò mai di dirlo, ha le sue regole. Regole suona un po’ forte, in realtà dovremmo parlare di automatismi ed attenzioni rivolte a semplificare i concetti esposti, tanto dal punto di vista grafico che concettuale.

Navigando attraverso innumerevoli blog a tema (travel bloggers, marketing specialist, copywriter…) noto come l’impellenza comunicativa giochi talvolta brutti scherzi, facendo dimenticare all’autore parte di quei semplici step che un web writer deve considerare religione.

Perchè non sia mai che il contenuto venga soffocato, o peggio danneggiato, da pericolosi limiti aprioristici.

 

Nuove dinamiche editoriali

photo credit_Tony Fischer

Quando parlo di “saper scrivere”, faccio esplicito riferimento a quelle firme giornalistiche il cui approccio al web ha portato, senza premeditazione, ad evidenti confusioni sulle modalità di esplicitazione del proprio stile. Da grandi penne, sono andati in panne…

Spesso denoto trascuratezza fin nella composizione del post, infarcito di frasi prolisse che si accompagnano ad innumerevoli, indigeribili subordinate. Per non parlare del coinvolgimento del lettore, totalmente escluso da stimoli di confronto in forma di commento. Proprio come avverrebbe, guarda caso, sulla carta stampata.

Eppure, se proprio di linee guida vogliamo parlare, basterebbe far propri 5 semplici punti di riferimento, lontani dall’essere una guida definitiva alla scrittura web ma essenziali per semplificare ai visitatori la fruibilità dei contenut:

  1. Rispettare la priorità nell’ordine dei contenuti (piramide rovesciata), senza far confusione o peggio omettendo dettagli fondamentali nei primi paragrafi del post.
  2. Usare un linguaggio diretto, fatto di frasi brevi che evitino inutili forme negative o arzigogolate (perchè usare gratuito e non gratis? Oppure utilizzare “ho avuto il piacere di fare” invece che “mi piace fare”?)
  3. Riferirsi ad un massimo di due concetti chiave per paragrafo. Questo renderà la lettura più scorrevole, piacevole e comprensibile.
  4. Ricorrere, come sto facendo adesso, ad una lista quando possibile ed opportuno.
  5. Considerare sempre il lettore-target cui ci si sta riferendo, bandendo definitivamente autoreferenzialità e ridondanze ingiustificate.

 

Quindi non rischiare

Perché essere giornalista o pubblicista su testate cartacee o aver scritto saggi, romanzi brevi e raccolte di pensieri sparsi non ti salverà dal doverti rimettere completamente in gioco!

Sul web le regole, come avrai compreso, cambiano. Solo chi saprà comprenderne i sottili meccanismi, le potenzialità virali ed le tecniche di affinamento di stile e contenuto avrà la meglio.

La qualità di ciò che pubblicherai dipenderà dal tuo stile e dalla tua sensibilità culturale, ma tuttavia non potrai ignorare le linee di riferimento sopra indicate! Pena la fuga immediata del lettore, comprensibilmente spiazzato (e disturbato) da minacciose colonne di parole, appesantite da scelte linguistiche e grammaticali inadeguate.

Possiedi un tuo blog personale? Che ne pensi di questa riflessione sulla scrittura web? Hai suggerimenti o utili trucchi da darmi?

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